Volano spazzati via
i petali degli oleandri:
volano dentro al silenzio
che fa, pensando,
lo sguardo.
Beatrice Niccolai
E in certi luoghi dell'amore saprai che non potrai più rimetterci piede ma sognerai per sempre ali, per tornare dove non si può. Poi crederai nell'estrema necessaria urgenza del presente e capirai che per amarsi davvero c'è un solo modo giusto, si deve smettere di sentirsi sbagliati.
Mi avvolgo di vita gioiosa e bella. Ascolto il silenzio dei passi vissuti. Mi nutro di essenza semplice e vera. Come semplice e vero è fatto il mio cuore. Mentre il mondo il rumore ascolta, l'anima mia di silenzi vive.
Fai conto di essere una stazione, un luogo di abbracci e strette di mano, di addii e arrivederci, di treni persi, presi e sognati, di attese e corse, di lacrime e sorrisi, di speranze e rimpianti. Fai conto di essere di una stazione, un punto di partenza per alcuni, di transito per i più, un punto di arrivo per pochi.
Continuai la mia strada, in mezzo alle trasformazioni del mondo, anch’io trasformandomi.
E tu adagiata su un angolo di cielo a guardarequesto mondo che si affannache si illude e si inganna,ci sei tu, la mia unica luna tra milioni di stelle.
Chi ha sognato questa storia? Chi l’ha immaginata? Lei? Lui?Tutti e due? Ciascuno per l’altro? E a partire da quale momentola loro vita reale si è trasformata in quell’atroce fantasticheria?In quale preciso momento il reale si è trasformato in irreale,la realtà in fantasia? Dov’era la frontiera? La frontiera,dov’è?