lunedì 27 febbraio 2017

'This is us'



“Allora, ho dipinto questo perché pensavo che lo spettacolo parlasse della vita, capite? E la vita è piena di colori... Ognuno di noi arriva e aggiunge i propri colori al quadro; e anche se non è molto grande, dovete immaginare che il quadro prosegua oltre, in ogni direzione, come se continuasse all’infinito. Questo quadro è simile alla vita. È pazzesco se ci pensate, che un centinaio di anni fa un ragazzo che non ho mai conosciuto è arrivato in questo Paese con una valigia, ha avuto un figlio, che ha avuto un figlio che ha avuto me. Inizialmente, quando dipingevo, pensavo che forse qui sopra ci fosse la parte di quadro di quel ragazzo e che qua sotto ci fosse la mia parte.
Poi ho iniziato a pensare: e se invece fossimo tutti nel quadro in ogni parte? E se fossimo in questo quadro ancor prima di nascere? E se ci restassimo anche una volta morti? Forse questi colori che continuiamo ad aggiungere si mescolano l’uno con l’altro fino a renderci, alla fine, tutti dello stesso colore, una cosa sola, un solo quadro... In qualche modo tutto questo ha un senso, e anche se ancora non capite come possa accadere, le persone muoiono nelle nostre vite, persone che amiamo, nel futuro, forse domani, forse tra anni. È bello, se ci pensate, il fatto che solo perché qualcuno muore, solo perché non potete più vederlo o parlargli, non vuol dire che sia scomparso anche dal quadro. Credo che forse questo sia il punto centrale di tutta la questione. Non esiste la morte. Non esiste un tu, un io, un loro. Esiste solo un noi. È questa cosa disordinata, selvaggia, colorata, magica, che non ha inizio né fine... È proprio qui. Forse siamo noi”
Kevin

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